Mutuo Prima Casa per Insegnanti

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Mutui per l’Acquisto della Prima Casa: Situazione Attuale

Oggi giorno non è facile ottenere un finanziamento per l’acquisto della prima casa, in particolar modo per tutti coloro che non hanno la garanzia di poter dimostrare un contratto regolare. Questa è la situazione di molti lavoratori, tra cui molti insegnanti o dipendenti della scuola che risultano essere precari. Molti di loro hanno un contratto a tempo determinato, legato ad un lavoro occasionale, semmai annuale o ad una semplice supplenza.

Non sempre è facile ottenere un prestito in queste condizioni. Ecco perchè nella stra maggioranza dei casi accorrono in sostegno degli insegnanti e dei dipendenti appartenenti a questa categoria, diverse tipologie di prestito veloce. I prestiti veloci per questa categoria di dipendenti statali sono molteplici e diversi enti offrono già i loro prodotti che differiscono tra di loro per il modo con cui vengono erogati e la cifra massima che può essere concessa.

Requisiti Mutuo Prima Casa per Insegnanti: Quali sono?

Per poter usufruire di un tal prestito i dipendenti della Scuola Pubblica e gli insegnanti devono avere alcuni semplici requisiti che in un certo modo attestino la possibilità di poter restituire il prestito pur non disponendo sempre di un contratto a tempo indeterminato. Per cui basterà avere un contratto anche determinato, che dimostri di essere in servizio presso una scuola da almeno 2 mesi, o di avere una assunzione da circa 2 mesi.

Mutui Casa per Dipendenti Statali: Quanto si può ottenere?

Questa forma di prestito prevede l’ottenimento di una somma minimo di 5.000 euro e una somma massima di 60.000 euro, il tutto sotto forma di prestito non finalizzato, ossia il richiedente non per forza deve dimostrare il motivo per cui ne fa richiesta mediante un’apposita documentazione.

Si può ottenere questo prestito anche se si hanno altri prestiti in corso, in quanto questa forma nasce proprio per coloro che non hanno un regolare contratto di lavoro e si trovano i n situazioni di precariato. E infatti a volte, proprio a causa dell’insicurezza economica si avverte la necessità di far richiesta di un altro prestito e soccombere a tal problema.

Documenti richiesti

Per ottenere un mutuo prima casa per insegnanti è importante rivolgersi all’ente che vi finanzierà e bisogna presentare i seguenti documenti:

  • Carta d’identità;
  • Ultime due buste paga;
  • Codice fiscale,
  • Modello Cud rilasciato a febbraio di ogni anno;
  • Modello unico

Il prestito può essere concesso anche in un arco di tempo molto ridotto di circa 48 ore da momento in cui si fa richiesta e sopratutto in base all’accordo stipulato con l’ente erogatore. La somma può essere versata direttamente sul conto corrente del richiedente oppure direttamente mediante un assegno circolare diretto all’interessato.

Nel caso in cui coloro che ne fanno richiesta sono insegnanti con un contratto molto più sicuro allora non solo possono accedere ai mutui ipotecari per l’acquisto della prima casa ma possono proseguire con la surroga del mutuo stipulato per lo stesso scopo con un altro ente di credito. Ovviamente a seconda delle esigenza del facente richiesta, il mutuo può avere una durata du 10, 15, 20, 25 e infine 30 anni.

La somma concessa non può essere superiore ai 300 mila euro o in ogni caso non può superare il 100% del valore riguardante l’immobile in questione. A tale cifra, secondo la legge al massimo può essere aggiunta una somma di 5.000 euro che andranno per eventuali spese notarili.

Requisiti dell’immobile

Nel momento in cui si fa richiesta per un mutuo prima casa per insegnanti, l’immobile in questione deve essere già esistente e situato sul territorio nazionale. Ovviamente sono esclusi gli immobili di lusso. Tale mutuo viene concesso solo a quelli che ne fanno richiesta come prima casa. Inoltre colui che ne faccia richiesta, non deve avere altri immobili a lui intestati presenti sul territorio nazionale.

I richiedenti potranno godere di un mutuo con tasso fisso, variabile e misto. Nel primo caso il tasso sarà fisso dall’inizio alla fine dell’estenzione del mutuo, nel caso di un tasso variabile dipende dall’andamento dell’indice preso in considerazione, mentre quello variabile prevede un passaggio tra le due tipologie di tassi nell’arco degli anni.

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